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Il Baratto

Il Baratto: cenni storici

Il baratto era anticamente il mezzo con cui le organizzazioni sociali meno evolute, costituite da comunità domestiche con regole elementari di convivenza, eseguivano la produzione e lo scambio di prodotti naturali o di animali cacciati o loro derivati (per esempio pellame) per sostenere le proprie famiglie. Era quindi un mezzo volto al soddisfacimento di bisogni primari.

Questa forma di scambio è il fulcro di un'economia di sussistenza, in quanto parte di ciò che si produce con la caccia, la raccolta di frutti spontanei e con l'agricoltura rudimentale, si consuma o si utilizza direttamente e la parte eccedente si scambia con altri prodotti, necessari al nucleo familiare, sempre da utilizzare o consumare direttamente.

Purtroppo questa forma di sussistenza comporta anche molti limiti. Se i beni da barattare sono deperibili, ad esempio, l'operazione di scambio dovrà avvenire appena dopo la produzione e i beni così acquisiti dovranno essere consumati in breve tempo. Si pensi a chi produce uva e quindi si trova in possesso di una gran quantità di questa frutta da poter scambiare in ottobre; il problema è che per sopravvivere ha bisogno di poter acquistare altri beni in altri mesi dell'anno.

Baratto tra indiano e cacciatore

Quindi per operare lo scambio le fasi della produzione e del consumo finiscono per essere quasi contestuali. Difatti, la decisione di posticipare il consumo dei beni scambiati si scontra con la difficoltà di conservazione dei beni stessi.

Inoltre, esso richiede in ogni momento che le preferenze e le necessità di scambio siano simili tra le parti coinvolte e siano al tempo stesso compatibili con i beni disponibili per lo scambio.

Successivamente, per superare questi limiti, sarà individuato un unico bene da utilizzare per acquistare altri beni e che per sua natura sia generalmente accettato da tutti: la moneta.

Il baratto è stato utilizzato diffusamente, oltre che nelle fasi primordiali della nostra civiltà, nella prima fase dell'Alto Medioevo a causa di economie chiuse ad assetto agrario-feudale, con pochi scambi mercantili di tipo monetario. La moneta a circolazione locale veniva usata a quell'epoca ad integrazione del valore delle merci oggetto di scambio.

 

Esiste ancora oggi?

Oggi il baratto è un mezzo di scambio che continua ad essere utilizzato attivamente e che negli ultimi anni ha subito una notevole ripresa grazie ad Internet che, abbattendo i costi di ricerca per la facilità dei collegamenti e l’accesso all’informazione condivisa, ha permesso la nascita di reti di scambio on-line tra consumatori o imprese anche a causa dei grandi cambiamenti socio-politici derivati dalla globalizzazione che ha generato una crisi economica perenne in molte Nazioni.

Oggi, con questo mezzo, non si scambiano più solo merci ma anche servizi. Un professionista, la cui attività è in crisi a causa della globalizzazione, può scambiare i suoi servizi in cambio di beni primari (alimenti, vestiti, etc).

Tramite lo scambio di dispositivi elettronici si abbatte l'obsolescenza e si salvaguarda l'ambiente consentendo, a chi non può permettersi il loro acquisto, di venirne in possesso in modo da utilizzarli ancora per molto tempo invece di farli diventare spazzatura hi-tech, con conseguenti gravi danni per l'ambiente se non smaltiti correttamente.

 

Il Baratto Amministrativo: the final frontier

Oggi, una delle ultime frontiere in Italia è il Baratto Amministrativo uno strumento introdotto dal decreto Sblocca Italia, che offre la possibilità ai cittadini in difficoltà di poter saldare i propri debiti con il fisco, mettendosi a disposizione del Comune per eseguire lavori socialmente utili.

Sono molti i Comuni che stanno valutando tale possibilità, tra i tanti il Comune di Invorio, provincia di Novara che con la delibera del 2 luglio 2015 ha introdotto il primo regolamento sul baratto amministrativo e il Comune di Casale Marittimo, ultimo in ordine cronologico, ad aver approvato all’unanimità la mozione sul baratto.

 

Quando è stato introdotto?

Il baratto amministrativo è stato introdotto con il decreto Sblocca Italia, articolo 24 del Dl 133/2014, che ha previsto per i comuni la possibilità di accettare, previa delibera, di dettare uno specifico regolamento che definisca i criteri e le condizioni, la realizzazione di interventi di riqualifica del territorio, proposti da singoli cittadini o cittadini associati. Tali interventi, possono riguardare la "pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano.”

L'esenzione dal pagamento delle tasse locali grazie al baratto amministrativo, può essere concessa solo per un periodo di tempo limitato, a seconda del tipo di tributo da pagare e dell'attività di lavoro socialmente utile, criteri questi che devono essere decise direttamente dal Comune.

Per maggiori informazioni potete visitare la seguente pagina.

 

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